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Il Cammino di San Giacomo in Sicilia è un viaggio di circa 130 chilometri attraverso l’entroterra dell’isola, dalla città barocca di Caltagirone al borgo montano di Capizzi. Un percorso nato per i pellegrini a piedi, ma affrontabile anche in mountain bike o e-bike seguendo un itinerario specifico articolato in tre grandi tappe.
Il tracciato attraversa territori delle province di Catania, Enna e Messina, collegando due delle comunità siciliane con la più antica tradizione legata al culto di San Giacomo il Maggiore. Tra i due estremi si incontrano vecchie ferrovie, strade rurali, boschi, vallate coltivate, uliveti, pascoli e piccoli centri ancora lontani dai principali flussi turistici.
La bicicletta consente di completare il percorso in meno giorni rispetto al cammino a piedi e di dedicare più tempo alla visita dei borghi. Non si tratta, però, di una ciclovia pianeggiante o interamente protetta: il fondo alterna asfalto, sterrati, sentieri e strade di campagna, con salite impegnative soprattutto nella seconda parte. Sono quindi consigliate una MTB o una e-bike dotata di pneumatici adatti al fuoristrada.
Le tappe del Cammino di San Giacomo in Sicilia in bicicletta
La versione ciclabile ufficiale è suddivisa in tre macro-tappe: Caltagirone-Piazza Armerina, Piazza Armerina-Assoro e Assoro-Capizzi. Le distanze possono essere modulate prevedendo pernottamenti intermedi, soluzione consigliata a chi vuole visitare con calma i luoghi attraversati.
La versione escursionistica segue invece sei tappe e permette di utilizzare una rete più ampia di ospitalità nei paesi. La prima frazione, da Caltagirone a Mirabella Imbaccari, misura 21,7 chilometri, con 464 metri di salita; la seconda, fino a Piazza Armerina, è lunga 21,3 chilometri e presenta 638 metri di dislivello positivo. Questi dati aiutano a comprendere come, anche in bicicletta, il percorso richieda allenamento e una gestione attenta delle energie. Le informazioni aggiornate sono disponibili sul sito del Cammino di San Giacomo in Sicilia.
Da Caltagirone a Piazza Armerina lungo la vecchia ferrovia
Il viaggio comincia dalla Basilica di San Giacomo a Caltagirone. Prima di partire è indispensabile visitare il centro storico, inserito nel sito UNESCO delle città tardo barocche del Val di Noto.
Il monumento simbolo è la Scalinata di Santa Maria del Monte, con 142 gradini decorati da maioliche che raccontano secoli di arte ceramica. Meritano una sosta anche la Villa comunale, il Museo regionale della Ceramica, la Cattedrale di San Giuliano e le botteghe nelle quali gli artigiani continuano a lavorare l’argilla secondo la tradizione locale.
Lasciata la città, il Cammino entra nella Sicilia rurale. Una vecchia linea ferroviaria dismessa accompagna i ciclisti attraverso campi di grano, uliveti, coltivazioni di fichidindia e vallate utilizzate per la produzione di foraggio.
San Michele di Ganzaria e Mirabella Imbaccari
Una deviazione conduce a San Michele di Ganzaria, dove si può visitare la chiesa dedicata a San Michele Arcangelo. Il paesaggio è dominato dalla Montagna della Ganzaria, area naturale attraversata da sentieri e strade forestali.
Il percorso prosegue verso Mirabella Imbaccari. Il paese è conosciuto per la lavorazione del tombolo, un’arte manuale tramandata attraverso generazioni. Il Museo del Tombolo conserva manufatti, strumenti e testimonianze di questa tradizione, mentre il Palazzo Biscari rappresenta uno dei principali edifici storici.
Da Mirabella si continua verso l’Eremo di Leano e Piazza Armerina. Alcuni segmenti richiedono particolare attenzione per la presenza di terreno irregolare, polvere, pietre o fango dopo le piogge.
Piazza Armerina e i mosaici della Villa Romana del Casale
Piazza Armerina è una delle soste culturali più importanti del Cammino. Il centro storico conserva un’impronta medievale e barocca, dominata dalla Cattedrale di Maria Santissima delle Vittorie.
A pochi chilometri si trova la Villa Romana del Casale, Patrimonio Mondiale UNESCO. I suoi pavimenti conservano una delle più ricche collezioni di mosaici romani giunte fino a noi, con scene di caccia, vita quotidiana, giochi e figure mitologiche.
La visita richiede una deviazione rispetto al tracciato principale e almeno alcune ore. Chi vuole approfondire il patrimonio della zona può quindi programmare un pernottamento a Piazza Armerina, trasformando il Cammino ciclabile in un viaggio di quattro o cinque giorni.
Da Piazza Armerina ad Assoro attraverso boschi e campi di grano
La seconda macro-tappa conduce verso Valguarnera Caropepe attraversando la Riserva naturale orientata Rossomanno-Grottascura-Bellia. È un ambiente caratterizzato da boschi, sentieri e formazioni rocciose dalle forme curiose.
Tra queste spiccano i cosiddetti Pupi Ballerini, pietre modellate dall’erosione che, secondo la tradizione, raffigurerebbero persone trasformate in roccia. L’area è delicata e condivisa con gli escursionisti: velocità moderata e rispetto dei tracciati sono indispensabili.
Superata Valguarnera, il paesaggio si apre sulla Piana di Dittaino, uno dei grandi territori cerealicoli della Sicilia. Il percorso entra in una dimensione agricola nella quale campi di grano, aziende agroalimentari, frutteti e allevamenti raccontano l’economia dell’interno dell’isola.
La salita verso Assoro
Assoro sorge su un rilievo a circa 850 metri di altitudine. La salita richiede impegno, soprattutto con una bicicletta carica di bagagli, ma viene ricompensata da ampie vedute sulla Sicilia centrale e sull’Etna.
Nel borgo si possono visitare la Basilica di San Leone, costruita a partire dal Medioevo e arricchita nei secoli, e i resti del castello che dominava il territorio. Le strade del centro storico conservano scorci, archi e abitazioni in pietra.
Da Assoro a Capizzi, verso i Nebrodi
La terza parte attraversa Nissoria e prosegue tra campi di cereali, uliveti, terrazzamenti un tempo destinati alla vite e pascoli. Avvicinandosi a Nicosia, le colline diventano gradualmente più elevate e il paesaggio agricolo lascia spazio alle prime atmosfere dei Nebrodi.
Nicosia è una delle città più interessanti della Sicilia interna. Il suo tessuto urbano si sviluppa su più colli e conserva chiese, palazzi nobiliari e quartieri medievali. Tra i monumenti principali figurano la Cattedrale di San Nicolò, con il soffitto ligneo dipinto, e la chiesa di Santa Maria Maggiore.
Questa zona rappresenta anche il passaggio verso una Sicilia maggiormente legata all’allevamento. Caseifici, greggi e produzioni artigianali introducono il cicloturista alla cultura gastronomica dei Nebrodi.
L’arrivo al Santuario di San Giacomo a Capizzi
L’ultima salita porta a Capizzi, borgo montano situato a oltre 1.100 metri di altitudine. Il punto conclusivo è il Santuario di San Giacomo, uno dei luoghi più importanti della devozione jacopea in Sicilia e meta simbolica dell’intero percorso.
Il centro conserva un impianto medievale, vicoli in pendenza, edifici religiosi e affacci sulle montagne. Dopo le campagne assolate delle prime tappe, l’arrivo offre un ambiente profondamente diverso, segnato da boschi, pascoli e temperature più fresche.
Capizzi non dispone degli stessi collegamenti di Caltagirone o Piazza Armerina. Prima della partenza è quindi necessario organizzare il rientro, verificando autobus, trasporto privato e possibilità di caricare la bicicletta.
Il Pane del Pellegrino e i prodotti della Sicilia interna
Il Cammino di San Giacomo punta a diventare anche un itinerario attraverso l’agricoltura siciliana. Il “Pane del Pellegrino”, prodotto con grani dell’isola, nasce come simbolo del rapporto tra viaggio, territorio e comunità.
Lungo il percorso il cicloturista può entrare in contatto con aziende agricole, forni, allevatori, caseifici e artigiani. Ogni tappa offre prodotti differenti: pane di grano duro, olio extravergine, olive, fichidindia, formaggi ovini e conserve.
Nell’Ennese si può assaggiare il Piacentinu Ennese DOP, formaggio di pecora aromatizzato con zafferano e pepe nero. Verso i Nebrodi diventano protagonisti la provola, il pecorino, la ricotta e le produzioni legate all’allevamento.
Questa rete può generare un’economia della lentezza nella quale la spesa del viaggiatore rimane nei piccoli comuni. Pernottamenti, pasti, acquisti, visite e servizi di accompagnamento contribuiscono a sostenere attività che custodiscono il paesaggio e mantengono vivi i borghi.
Come affrontare il Cammino in MTB o e-bike
Il Cammino richiede una bicicletta revisionata, freni efficienti e pneumatici resistenti. È necessario portare almeno due camere d’aria oppure un kit completo per tubeless, pompa, multitool, falsa maglia, acqua e scorte alimentari.
Con una e-bike bisogna pianificare accuratamente le ricariche: nei tratti rurali non è sempre possibile trovare una presa disponibile. L’autonomia deve essere calcolata considerando dislivello, peso dei bagagli, temperatura e tipo di fondo.
Primavera e autunno sono le stagioni più indicate. In estate il caldo della Sicilia interna può diventare intenso, mentre in inverno pioggia, vento e fango rendono alcuni sterrati più difficili.
La traccia GPX aggiornata è indispensabile e, prima della partenza, occorre verificare eventuali modifiche, interruzioni e condizioni dei sentieri. Il Cammino di San Giacomo rimane infatti un itinerario avventuroso: non una pista ciclabile separata dal traffico, ma una successione di strade rurali, vie secondarie e tracciati naturali.
Percorrerlo in bicicletta significa attraversare una Sicilia poco conosciuta, nella quale il viaggio religioso incontra archeologia, agricoltura e ospitalità. Da una pagnotta condivisa durante una sosta fino all’arrivo davanti al Santuario di Capizzi, ogni tappa ricorda che un cammino non è soltanto la linea segnata sulla mappa, ma tutto ciò che vive intorno ad essa.

