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Settembre è uno dei mesi migliori per scoprire Asolo in bicicletta. Le temperature diventano più favorevoli, le strade sono meno affollate rispetto all’estate e i vigneti dei Colli Asolani entrano nella stagione della vendemmia. Il paesaggio comincia a cambiare colore, mentre cantine, agriturismi e borghi restituiscono l’immagine di un Veneto rurale da conoscere senza fretta.
La bellezza di Asolo ha ricevuto anche un importante riconoscimento internazionale. Nel 2025 il borgo della provincia di Treviso è stato inserito da UN Tourism tra i Best Tourism Villages, insieme alle italiane Arquà Petrarca e Bellano. In quell’edizione sono state premiate 52 località, selezionate tra oltre 270 candidature presentate da 65 Paesi.
Il premio non rende Asolo “il borgo più bello d’Italia” in senso assoluto e non costituisce una classifica fondata soltanto sull’estetica. Certifica, piuttosto, la capacità del territorio di utilizzare il turismo come strumento di sviluppo sostenibile, proteggendo allo stesso tempo identità, patrimonio e qualità della vita. Una visione che trova nel cicloturismo uno dei suoi strumenti più coerenti.
Che cosa sono i Best Tourism Villages
Best Tourism Villages è un’iniziativa promossa da UN Tourism, l’agenzia delle Nazioni Unite specializzata nel turismo, per riconoscere le località rurali che utilizzano il viaggio come leva di crescita inclusiva.
La valutazione considera nove aree: risorse culturali e naturali, conservazione e promozione del patrimonio, sostenibilità economica, sostenibilità sociale, sostenibilità ambientale, sviluppo turistico, governance, infrastrutture, connettività, salute e sicurezza.
Il riconoscimento non viene quindi assegnato semplicemente a un paese ben conservato. Premia comunità capaci di trasformare cultura, agricoltura, artigianato e ambiente in opportunità economiche, senza perdere la propria identità.
I borghi selezionati entrano inoltre in una rete internazionale attraverso la quale possono condividere esperienze e buone pratiche. Per Asolo significa essere riconosciuta come destinazione rurale di qualità, ma anche assumere l’impegno di gestire in maniera responsabile i flussi turistici.

Asolo-Padova in bicicletta lungo il Muson
Uno degli itinerari più interessanti per raggiungere o lasciare Asolo è la ciclovia Asolo-Padova. Il percorso si sviluppa per circa 60 chilometri seguendo in buona parte il corso del Muson dei Sassi e sovrapponendosi parzialmente al Sentiero degli Ezzelini e al Cammino di Sant’Antonio.
Il tracciato collega il territorio asolano con Castelfranco Veneto, Camposampiero e Padova. Può essere affrontato interamente in una giornata da ciclisti allenati oppure suddiviso in due tappe, dedicando più tempo alla visita delle località attraversate.
Il fondo alterna tratti asfaltati, argini e sezioni sterrate generalmente scorrevoli. Una bicicletta da trekking, una gravel o un’e-bike sono le soluzioni più versatili. Il percorso è prevalentemente pianeggiante, ma l’accesso al centro storico di Asolo richiede di affrontare una breve salita.
Il collegamento è interessante anche dal punto di vista intermodale: le stazioni ferroviarie di Castelfranco Veneto e Padova permettono di organizzare itinerari di sola andata, verificando preventivamente le condizioni per il trasporto delle biciclette sui treni regionali. Il portale turistico ufficiale di Turismo Padova indica in 60 chilometri la distanza dell’itinerario tra Asolo e la città del Santo.
Castelfranco Veneto e i luoghi di Sant’Antonio
Castelfranco Veneto merita una sosta per le mura medievali, il Duomo e la celebre Pala di Giorgione. Proseguendo verso sud si raggiunge Camposampiero, legata agli ultimi giorni di vita di sant’Antonio, prima dell’arrivo a Padova.
Qui il viaggio può concludersi davanti alla Basilica del Santo oppure continuare verso Prato della Valle, l’Orto botanico e il centro storico. La presenza di città d’arte, luoghi religiosi e paesaggi fluviali rende la ciclovia adatta anche a un turismo culturale non necessariamente sportivo.

Anello dei Colli Asolani tra Maser e Monfumo
Chi preferisce un itinerario circolare può partire da Asolo e costruire un anello attraverso Maser, Monfumo e i paesi ai piedi del Monte Grappa. A seconda delle deviazioni, la distanza può variare indicativamente tra 35 e 55 chilometri.
È un percorso più movimentato rispetto alla ciclovia del Muson: brevi salite si alternano a discese, strade secondarie e passaggi tra vigneti, oliveti e boschi. L’e-bike permette di affrontarlo con maggiore facilità, mentre chi utilizza una bici muscolare deve avere un discreto allenamento.
Una delle soste più importanti è Villa Barbaro a Maser, capolavoro di Andrea Palladio decorato dagli affreschi di Paolo Veronese e inserito nel sito UNESCO dedicato alle ville palladiane. Da Maser si può proseguire verso Monfumo, borgo immerso nel paesaggio collinare e circondato dalle vigne dell’Asolo Prosecco DOCG.
Possagno e il mondo di Antonio Canova
Allungando l’anello verso Possagno si raggiungono il Tempio Canoviano e la Gypsotheca, che conserva modelli in gesso, bozzetti e opere legate ad Antonio Canova. La casa natale dello scultore permette di approfondirne la storia e il rapporto con il territorio.
Il collegamento tra Asolo, Maser e Possagno crea un itinerario ideale per chi desidera unire bicicletta, architettura e arte. Le distanze non sono proibitive, ma le salite dei Colli Asolani e il traffico presente su alcuni collegamenti richiedono attenzione e una pianificazione accurata della traccia.

Dal borgo al Montello lungo le strade del Prosecco
Un’altra possibilità conduce da Asolo verso Cornuda, Crocetta del Montello e la collina del Montello. Il percorso attraversa uno dei paesaggi simbolo della provincia di Treviso, segnato da vigneti, boschi, ville e testimonianze della Prima guerra mondiale.
La zona del Montello offre numerose prese, le caratteristiche strade che risalgono la collina. È possibile scegliere un itinerario relativamente facile ai piedi del rilievo oppure inserire salite più impegnative. Il fondo prevalentemente asfaltato favorisce l’impiego della bici da strada, mentre una gravel consente di esplorare anche strade rurali e settori sterrati.
Tra i luoghi da visitare figurano il Memoriale Veneto della Grande Guerra a Montebelluna, l’Abbazia di Sant’Eustachio a Nervesa della Battaglia e i siti legati agli scontri combattuti lungo il Piave. L’itinerario può essere collegato anche alle Colline del Prosecco, territorio che mette a disposizione una rete molto estesa di tracciati ciclabili e file GPX.
Cosa vedere nel centro storico di Asolo
La bicicletta deve essere lasciata per qualche ora per percorrere a piedi le strade acciottolate del centro. Piazza Garibaldi, con la fontana alimentata dall’antico acquedotto romano, rappresenta il cuore del borgo. Poco distante sorgono il Duomo e il Castello della regina Cornaro, oggi sede del Teatro Duse.
La salita alla Rocca medievale regala uno dei panorami più ampi sulle colline e sulla pianura veneta. È da questi scorci che nasce l’immagine di Asolo come “città dei cento orizzonti”, espressione legata al poeta Giosuè Carducci.
Il Museo civico racconta invece la storia di alcune personalità che hanno scelto Asolo come luogo di vita o d’ispirazione: la regina Caterina Cornaro, l’attrice Eleonora Duse, l’esploratrice Freya Stark e lo scrittore Robert Browning.

Settembre tra vendemmia e prodotti dei Colli Asolani
Pedalare ad Asolo alla fine dell’estate significa attraversare un territorio nel pieno delle attività agricole. I grappoli maturano nei vigneti e le cantine si preparano alla vendemmia, offrendo un’occasione per conoscere l’Asolo Prosecco Superiore DOCG direttamente nei luoghi di produzione.
Accanto al vino si trovano olio extravergine di oliva, formaggi del territorio, miele, salumi e piatti della cucina trevigiana. La sosta gastronomica diventa parte del viaggio, ma le degustazioni devono essere organizzate con responsabilità, preferibilmente al termine della pedalata o prevedendo tempi adeguati prima di rimettersi in sella.
Perché scoprire Asolo in bicicletta
La bicicletta consente di collegare in un unico viaggio il centro storico, le ville venete, i vigneti, Possagno, il Montello e le città d’arte della pianura. Soprattutto permette di distribuire la presenza dei visitatori oltre le vie più frequentate del borgo, generando opportunità per agriturismi, botteghe, guide, ristoranti, cantine e servizi di noleggio.
È proprio questo il significato più concreto del riconoscimento Best Tourism Villages: non celebrare soltanto un luogo da fotografare, ma sostenere un modello nel quale turismo, comunità e paesaggio possano crescere insieme.
Asolo in bicicletta offre tutto questo. Un viaggio tra cultura e natura da vivere lentamente, soprattutto a settembre, quando le colline cambiano luce e ogni strada sembra aprire davvero uno dei suoi cento orizzonti.

