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Il futuro del cicloturismo italiano ha sempre più un volto femminile. Le donne, comprese quelle che hanno superato i 50 anni, scelgono la bicicletta non soltanto per mantenersi attive, ma per viaggiare, incontrare persone e vivere il territorio con maggiore libertà. Una trasformazione culturale che sta modificando l’offerta delle destinazioni e superando lo stereotipo del viaggio in bici riservato a sportivi allenati.
Quasi un cicloturista su due è donna
La crescita è confermata dal sesto rapporto Isnart-Legambiente “Viaggiare con la bici”. Nel 2025 le donne hanno rappresentato il 47,1% dei cicloturisti in Italia, rispetto al 29,7% registrato nel 2024: un incremento di oltre 17 punti percentuali in un solo anno. Parallelamente cresce il peso delle generazioni più mature. Già nel rapporto precedente, la fascia della Generazione X, indicativamente compresa tra 45 e 60 anni, costituiva il 35,4% della domanda cicloturistica.
Il dato non permette di isolare esclusivamente le donne over 50, ma descrive un mercato nel quale la componente femminile e quella adulta sono ormai centrali. Per molte viaggiatrici la bicicletta diventa uno strumento di autonomia ed empowerment: consente di affrontare una sfida personale, rallentare e costruire un rapporto più profondo con paesaggi e comunità locali.

I percorsi italiani scelti dalle cicliste
Tra gli itinerari con una forte presenza femminile spicca la Ciclovia dei Castelli, in Toscana, dove le donne raggiungono il 63% degli utenti rilevati. Buoni risultati si registrano anche lungo il percorso costiero tra Arenzano e Varazze, in Liguria, con il 43,1%, e sulla Ciclovia dei Parchi della Calabria, dove la quota femminile arriva al 41,4%.
Per iniziare il cicloturismo al femminile, soprattutto dopo una lunga pausa dalla bicicletta, sono consigliabili tracciati protetti, con dislivelli contenuti, stazioni ferroviarie vicine e servizi distribuiti lungo il percorso. La ciclabile della Valsugana, tra Levico Terme e Bassano del Grappa, offre paesaggi alpini e numerosi punti di sosta. La Via Claudia Augusta tra Bolzano, Trento e il Lago di Garda permette invece di organizzare tappe flessibili, utilizzando anche treno ed e-bike.
Adatta a un viaggio lento è anche la Ciclovia del Mincio, da Peschiera del Garda a Mantova, mentre la Ciclovia dei Parchi della Calabria rappresenta una proposta più impegnativa, da suddividere in più giornate con assistenza e trasporto bagagli.

Sicurezza e servizi fanno la differenza
Non esistono percorsi riservati esclusivamente alle donne, ma itinerari realmente inclusivi. Segnaletica chiara, illuminazione, assistenza, strutture bike friendly, noleggio di e-bike, trasferimento dei bagagli e possibilità di partecipare a piccoli gruppi sono elementi decisivi.
Esperienze come MIA Women Ride, viaggio collettivo riservato alle cicliste, dimostrano inoltre quanto la condivisione possa aiutare anche chi non ha mai affrontato una vacanza sui pedali. Le destinazioni italiane hanno dunque una grande opportunità: ascoltare questa nuova domanda e costruire proposte nelle quali sicurezza, accoglienza e libertà di movimento diventino parte integrante del viaggio.

