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Il confine tra industria automobilistica e mobilità su due ruote diventa sempre più sottile. Volkswagen è l’ultimo grande marchio ad aver annunciato una gamma di e-bike, sviluppata in collaborazione con n+, azienda specializzata in biciclette elettriche e prodotti realizzati su licenza. La scelta arriva mentre il settore automobilistico europeo affronta costi elevati, ristrutturazioni industriali e una domanda di veicoli elettrici meno vivace delle attese. L’e-bike per le case automobilistiche diventa così un laboratorio nel quale sperimentare tecnologie, design e nuovi modelli di mobilità urbana.
Le e-bike Volkswagen guardano alla sicurezza
La gamma Volkswagen non punta soltanto su motore e batteria, ma soprattutto sui sistemi di assistenza al ciclista. Tra le soluzioni annunciate figurano una videocamera sul manubrio con funzione di specchietto digitale e un radar posteriore capace di segnalare i veicoli in avvicinamento.
Le luci integrate possono cambiare colore durante la frenata o quando vengono azionati gli indicatori di direzione. Il progetto comprende anche un casco con rilevamento delle cadute e chiamata automatica di emergenza, oltre a occhiali con Head-Up Display per visualizzare navigazione e avvisi senza distogliere lo sguardo dalla strada. La data di commercializzazione non è stata ancora comunicata.
Ford, Mercedes e Audi: le biciclette diventano automobili in miniatura
Volkswagen non è la prima casa automobilistica a percorrere questa strada. Ford ha collaborato con n+ per creare le e-bike ispirate a Bronco e Mustang. I modelli statunitensi adottano motori da 750 watt, display a colori, freni idraulici e pneumatici Pirelli. Potenze e velocità dichiarate sono però riferite al mercato nordamericano e non corrispondono automaticamente alla normativa europea sulle biciclette a pedalata assistita.
Anche Mercedes-AMG Petronas propone attraverso n+ una gamma di e-bike ispirata alla Formula 1, con trasmissione a cinghia, cambio automatico e strumentazione che richiama il cruscotto di un’automobile. In molti di questi casi si tratta di prodotti ufficialmente autorizzati, ma sviluppati e costruiti da aziende ciclistiche partner.
Audi ha invece scelto Fantic per la propria electric mountain bike. Il modello europeo utilizza un motore da 250 watt e 90 Nm, batteria da 720 Wh, sospensioni con 180 millimetri di escursione e ruote differenziate da 29 e 27,5 pollici. L’estetica riprende quella del prototipo Audi RS Q e-tron utilizzato nei rally raid.
Porsche e McLaren puntano sulle prestazioni
Porsche commercializza da diverse stagioni le eBike Sport e Cross sviluppate con Rotwild, dotate di telaio in carbonio e motori Shimano. Nell’agosto 2026, tuttavia, la casa ha annunciato la cessazione delle attività della controllata Porsche eBike Performance, creata per progettare sistemi di propulsione proprietari. La decisione mostra quanto il mercato sia promettente, ma anche competitivo e difficile da affrontare senza competenze specialistiche.
McLaren ha trasferito sulle sue eMTB Sport ed Extreme il linguaggio delle supercar: telai in carbonio progettati internamente, display integrato nel manubrio e differenti modalità di assistenza. Per l’Europa sono previste configurazioni da 250 watt, conformi ai limiti delle normali e-bike.
Dall’auto alla bicicletta, ma attraverso le partnership
BMW ha proposto in passato le Urban Hybrid e Active Hybrid, mentre altri marchi come Jeep hanno utilizzato collaborazioni e licenze per entrare nel settore. La tendenza delle e-bike fatte dalle case automobilistiche è quindi evidente, ma deve essere interpretata correttamente: raramente le case automobilistiche producono direttamente l’intera bicicletta.
La vera eredità dell’auto riguarda design, sensoristica, connettività e sicurezza. Se radar, luci intelligenti e rilevamento delle cadute diventeranno affidabili e accessibili, l’ingresso dei costruttori automobilistici potrà portare vantaggi a tutto il mercato, trasformando l’e-bike da prodotto ricreativo a componente stabile della mobilità quotidiana.

