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La mobilità del futuro non dipenderà da una sola tecnologia, ma dalla capacità di integrare bicicletta, trasporto pubblico, percorsi pedonali e servizi digitali. È uno dei messaggi emersi dall’Eco Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti, che si è svolto il 15 e 16 settembre 2026 al Centro Congressi Roma Eventi di Piazza di Spagna.
La due giorni romana ha coinvolto rappresentanti delle istituzioni, amministratori locali, aziende, ricercatori ed esperti di mobilità. Il programma ha affrontato temi che interessano direttamente anche chi viaggia in bicicletta: sicurezza stradale, qualità dello spazio pubblico, collegamento tra mobilità e territorio, intermodalità, trasporto ferroviario e trasformazione dei centri urbani.
L’iniziativa, patrocinata tra gli altri da Roma Capitale, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e ANCI, ha avuto nel proprio comitato scientifico FIAB, Legambiente, Motus-E e Osservatorio Bikeconomy. Una composizione che ha permesso di leggere la transizione della mobilità non soltanto attraverso il passaggio ai veicoli elettrici, ma anche attraverso il ruolo della mobilità attiva.
Bicicletta e treno per un turismo più sostenibile
Tra gli argomenti della prima giornata è emersa l’importanza di integrare mobilità e territorio, trasformando gli spostamenti in uno strumento di sviluppo locale. Per il cicloturismo significa rendere più semplice il viaggio combinato tra treno e bicicletta, migliorare l’accessibilità delle stazioni e collegare i nodi ferroviari alle ciclovie, ai borghi e alle aree naturali.
L’intervento dedicato al Mobility-as-a-Service ha mostrato la direzione verso la quale si stanno muovendo le città: piattaforme capaci di riunire in un unico sistema treni, autobus, servizi in sharing e altre forme di trasporto. In questo modello, la bicicletta può coprire in modo efficiente il primo e l’ultimo tratto del viaggio, riducendo la dipendenza dall’automobile.
Anche le anticipazioni sulle tendenze della mobilità degli italiani hanno contribuito ad allargare il dibattito alle abitudini quotidiane. La vera sfida resta infatti quella di trasformare la mobilità sostenibile da scelta occasionale a soluzione semplice, sicura e conveniente.
Sicurezza e spazio pubblico: la lezione delle città europee
Durante la seconda giornata si è parlato dell’auto di domani e della sicurezza urbana, ma anche della necessità di ripensare strade, piazze e centri storici. Particolarmente significativo, per chi osserva l’evoluzione delle città in bicicletta, è stato il contributo di Chiara Molinar, responsabile della strategia pedonale e della progettazione inclusiva dello spazio pubblico del Comune di Parigi.
L’esperienza parigina dimostra come la redistribuzione dello spazio stradale possa favorire spostamenti a piedi e in bicicletta, migliorando contemporaneamente la vivibilità dei quartieri. Non basta, però, disegnare qualche corsia ciclabile: servono reti continue, incroci sicuri, parcheggi adeguati e collegamenti con stazioni, scuole, luoghi di lavoro e attrazioni turistiche.
Il valore economico dei territori bike friendly
La menzione speciale assegnata dal comitato scientifico a Silvia Livoni, Bike Destination Specialist, ha sottolineato il legame tra mobilità ciclabile e capacità di un territorio di proporsi come destinazione. Una città accogliente per i residenti in bicicletta è spesso anche più interessante per il visitatore che desidera scoprirla lentamente.
Il confronto conclusivo tra gli amministratori delle “città del clima”, con rappresentanti di Roma, Bologna, Firenze e Bergamo, ha riportato l’attenzione sul ruolo dei Comuni. Sono infatti le amministrazioni locali a tradurre strategie e finanziamenti in piste ciclabili, zone a velocità ridotta, forestazione urbana e nuovi spazi pubblici.
Dall’Eco Festival Roma 2026 arriva dunque un’indicazione chiara: la bicicletta non è un elemento marginale della transizione ecologica, ma una componente essenziale delle città intelligenti. Perché pedalare possa diventare davvero una scelta quotidiana e turistica occorrono continuità delle infrastrutture, sicurezza e una concreta integrazione con il trasporto pubblico.

