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Le foreste terapeutiche certificate diventano una nuova meta del cicloturismo europeo
La natura non è soltanto un luogo da attraversare in bicicletta, ma può trasformarsi in un autentico strumento di benessere. Lo dimostrano le quattro foreste terapeutiche certificate esistenti al mondo, tutte situate in Europa e riconosciute ufficialmente dall’Healing Forest International Certification Office.
L’ultima ad aggiungersi a questo esclusivo elenco è la Foresta Nazionale di Bussaco, in Portogallo, che dal luglio 2026 è diventata la prima foresta terapeutica certificata della Penisola Iberica. Insieme ai siti di Beneddiktinerstift, in Austria, e di Lahnstein e Bad Nauheim, in Germania, rappresenta una nuova opportunità anche per il cicloturismo, unendo attività fisica, immersione nella natura e scoperta del territorio.
Per chi ama viaggiare in bicicletta, queste destinazioni permettono di vivere un’esperienza completa, alternando percorsi ciclabili panoramici a momenti dedicati al relax e alla rigenerazione.
Cosa rende speciale una foresta terapeutica
Una foresta terapeutica certificata non è semplicemente un bosco ben conservato.
Per ottenere il riconoscimento internazionale è necessario rispettare rigorosi criteri ambientali e scientifici. L’area deve offrire biodiversità elevata, qualità dell’aria, presenza di fitoncidi – sostanze naturali rilasciate dagli alberi – oltre a infrastrutture dedicate alle attività terapeutiche, percorsi differenziati per difficoltà e spazi destinati al rilassamento.
Il processo di certificazione comprende la valutazione tecnica del sito, sopralluoghi degli esperti e verifiche periodiche che garantiscono il mantenimento degli standard richiesti.
Secondo numerosi studi scientifici, frequentare regolarmente questi ambienti contribuisce a ridurre stress e ansia, favorisce un abbassamento della pressione arteriosa, migliora la qualità del sonno e sostiene il sistema immunitario.
La Foresta di Bussaco e gli itinerari in bicicletta del Portogallo centrale
Situata nei pressi di Luso, nel comune di Mealhada, la Mata do Buçaco si estende per oltre 100 ettari e custodisce circa 250 specie di alberi e arbusti provenienti da tutto il mondo.
Per i cicloturisti rappresenta una tappa ideale lungo un viaggio nel Portogallo centrale.
Nei dintorni si sviluppano tranquille strade secondarie che collegano Luso, Mealhada e Coimbra, città universitaria patrimonio UNESCO. Gli appassionati possono pedalare tra vigneti, piccoli borghi e aree boschive, affrontando percorsi collinari adatti sia alle biciclette tradizionali sia alle e-bike.
Chi desidera allungare il viaggio può raggiungere la costa atlantica attraverso itinerari che conducono verso Aveiro, celebre per i suoi canali e per la rete ciclabile che attraversa la laguna.
Germania: pedalare tra il Reno e le città termali
Due delle quattro foreste terapeutiche certificate si trovano in Germania.
Lahnstein sorge nel suggestivo scenario della Valle del Reno, una delle destinazioni più apprezzate dagli amanti del cicloturismo europeo.
Qui è possibile percorrere la celebre Ciclovia del Reno (Rheinradweg), che attraversa castelli medievali, vigneti e borghi storici offrendo panorami spettacolari lungo il fiume.
Bad Nauheim, invece, è conosciuta per le sue terme e rappresenta un ottimo punto di partenza per esplorare la regione dell’Assia attraverso una fitta rete di piste ciclabili immerse nel verde. Gli itinerari alternano foreste, campagne e cittadine ricche di storia, risultando particolarmente adatti al turismo lento.
Austria: natura e ciclovie intorno a Beneddiktinerstift
La foresta terapeutica di Beneddiktinerstift consente di scoprire una delle aree verdi più affascinanti dell’Austria.
I percorsi ciclabili della regione collegano boschi, abbazie storiche, laghi e piccoli centri abitati, con infrastrutture curate e servizi dedicati ai cicloturisti.
Da qui è facile inserire la visita all’interno di itinerari più ampi che seguono il Danubio oppure le ciclovie regionali, particolarmente apprezzate da chi cerca vacanze attive a contatto con la natura.
Shinrin-yoku e terapia forestale: due esperienze differenti
Spesso vengono utilizzati come sinonimi, ma Shinrin-yoku e terapia forestale non coincidono.
Lo Shinrin-yoku, nato in Giappone negli anni Ottanta, consiste in un’immersione sensoriale nella natura con finalità di benessere generale.
La terapia forestale, invece, prevede attività strutturate condotte da professionisti qualificati e può essere inserita all’interno di specifici percorsi terapeutici.
Le foreste terapeutiche certificate rappresentano il livello più elevato di questo approccio, poiché sono riconosciute ufficialmente e dispongono di personale formato e infrastrutture dedicate.
L’Italia guarda al futuro
Attualmente nessuna foresta italiana dispone della certificazione internazionale, ma il nostro Paese figura tra quelli che hanno manifestato interesse a intraprendere il percorso di riconoscimento.
Per il cicloturismo italiano si tratterebbe di un’opportunità significativa. Le aree boschive dell’Appennino, delle Alpi e di numerosi parchi naturali potrebbero integrare l’offerta cicloturistica con esperienze dedicate al benessere, ampliando la stagione turistica e valorizzando i territori interni.
La crescente attenzione verso il turismo lento, la mobilità sostenibile e il contatto con la natura lascia immaginare che le foreste terapeutiche possano diventare una delle nuove tendenze del turismo europeo. Per chi viaggia in bicicletta significherebbe poter unire il piacere della pedalata ai benefici documentati della permanenza negli ambienti forestali, trasformando ogni itinerario in un’esperienza ancora più completa e rigenerante.

