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Un viaggio in bicicletta attorno al Latemar, una delle montagne simbolo delle Dolomiti
Pedalare intorno al Latemar significa immergersi in uno degli scenari più spettacolari delle Dolomiti Patrimonio UNESCO. Questo itinerario ad anello di circa 67 chilometri, con oltre 2.700 metri di dislivello positivo e una quota massima superiore ai 2.170 metri, rappresenta una delle esperienze più complete per gli appassionati di cicloturismo alpino e mountain bike. Io parto, per il giro del Latemar in bicicletta, da Nova Ponente in Val d’Ega, circondata da boschi di abete e dominata dalle imponenti pareti del Latemar, ma essendo il percorso, un anello, è possibile partire da dove si vuole. Fin dai primi chilometri il percorso offre vedute straordinarie sulle cime dolomitiche e sui vasti pascoli d’alta quota che caratterizzano questa parte dell’Alto Adige.
Il Latemar: una cattedrale di roccia tra Alto Adige e Trentino
Il gruppo del Latemar si estende tra la Val d’Ega, la Val di Fiemme e la Val di Fassa, formando una delle architetture naturali più affascinanti delle Dolomiti. Le sue torri calcaree, scolpite dall’erosione nel corso di milioni di anni, assumono colori straordinari all’alba e al tramonto, fenomeno noto come Enrosadira. Durante il giro, la montagna accompagna costantemente il ciclista con prospettive sempre diverse: dalle pareti verticali che si elevano sopra Carezza ai vasti altipiani erbosi di Pampeago, fino alle creste che dominano il Passo Costalunga.
Obereggen: il cuore sportivo del Latemar
Uno dei primi tratti dell’itinerario attraversa l’area di Obereggen, celebre sia per gli sport invernali sia per le attività outdoor estive. In estate gli impianti e i rifugi diventano punti di riferimento per escursionisti e biker provenienti da tutta Europa.
Lago di Carezza e Passo Costalunga: i gioielli del percorso
Tra i luoghi più famosi incontrati lungo il giro spicca il Lago di Carezza, considerato uno dei laghi alpini più belli d’Europa. Le sue acque riflettono le pareti del Catinaccio e del Latemar creando immagini che hanno ispirato fotografi e viaggiatori da generazioni. Poco oltre si raggiunge il Passo Costalunga, storico valico alpino che collega Alto Adige e Trentino. Da qui si aprono scenari spettacolari sulle vallate circostanti e sulle principali cime dolomitiche.

Da Carezza a Moena e Predazzo: nel cuore della Val di Fassa e della Val di Fiemme
Dopo aver ammirato i riflessi del Lago di Carezza e attraversato il Passo Costalunga, il percorso scende verso la Val di Fassa raggiungendo Moena, conosciuta come la “Fata delle Dolomiti”. Le eleganti architetture alpine, le piazze curate e la posizione privilegiata ai piedi delle montagne rendono questo borgo una delle mete più apprezzate dell’intero arco dolomitico. La pedalata prosegue poi verso Predazzo, porta d’accesso alla Val di Fiemme e importante centro turistico circondato da foreste secolari e spettacolari gruppi montuosi. Qui il territorio cambia nuovamente volto, alternando piste ciclabili, prati alpini e panorami che spaziano dalle Pale di San Martino fino alle vette del Lagorai.
La salita verso Passo Feudo e Pampeago
Da Predazzo il percorso riprende quota grazie alla cabinovia che conduce nell’area di Passo Feudo, uno dei balconi panoramici più suggestivi dell’intero comprensorio del Latemar. Da qui si entra in un ambiente d’alta montagna dominato da pascoli, rifugi e sentieri che si sviluppano ai piedi delle imponenti pareti dolomitiche.
Pampeago e il ritorno sotto le pareti del Latemar
L’area di Pampeago rappresenta il tratto finale della grande traversata intorno al Latemar. I pascoli aperti e le ampie vedute permettono di osservare da vicino le spettacolari torri rocciose che caratterizzano questo gruppo montuoso Patrimonio UNESCO. Uno dei momenti più emozionanti dell’itinerario è la pedalata attraverso un vasto campo fiorito d’alta quota, dove il sentiero si snoda tra colori e profumi alpini regalando una vista straordinaria sull’intero gruppo del Latemar e sulle guglie del Catinaccio. In poche centinaia di metri si concentra uno dei panorami più iconici delle Dolomiti, capace di lasciare senza parole anche i ciclisti più esperti. Il percorso prosegue quindi tra boschi e strade di montagna riportando gradualmente verso Nova Ponente, in Val d’Ega, chiudendo un anello che racchiude alcune delle più belle testimonianze paesaggistiche delle Dolomiti.
Perché percorrere il Giro del Latemar in bicicletta
Questo anello rappresenta una delle migliori esperienze di cicloturismo nelle Dolomiti grazie alla combinazione di paesaggi straordinari, sfida sportiva e ricchezza naturalistica. Le salite impegnative vengono ampiamente ripagate da panorami continui e da una straordinaria varietà di ambienti montani. Per chi cerca un itinerario iconico nelle Dolomiti, il Giro del Latemar in bicicletta offre tutto ciò che un cicloturista può desiderare: montagne leggendarie, passi alpini, laghi da cartolina, rifugi accoglienti e un’immersione totale nel patrimonio naturale UNESCO.
Traccia gpx: giro del Latemar

