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La provincia di Varese torna a pedalare nel segno della memoria e del grande ciclismo. Con la nascita della ciclostorica “La Valganna”, il territorio lombardo rende omaggio a uno dei pionieri assoluti delle due ruote italiane: Luigi Ganna, il primo corridore a conquistare il Giro d’Italia nel 1909 e figura simbolo di un ciclismo eroico fatto di fatica, strade bianche e imprese leggendarie.
L’evento, previsto il 12 luglio, nasce con l’obiettivo di unire sport, cultura e valorizzazione territoriale, trasformando la Valganna in una destinazione ideale per il turismo lento e il cicloturismo vintage. La manifestazione è stata presentata come un tributo alla storica squadra fondata da Ganna nel 1913 e recentemente rifondata nel Varesotto.
Luigi Ganna, il muratore che conquistò il Giro d’Italia
Parlare della Valganna significa inevitabilmente raccontare la storia di Luigi Ganna. Nato nel 1883 in provincia di Varese, Ganna è stato uno dei primi grandi miti dello sport italiano. Muratore di professione, percorreva decine di chilometri in bicicletta per raggiungere i cantieri, allenandosi inconsapevolmente sulle strade che lo avrebbero reso celebre.
Nel 1909 entrò nella storia vincendo il primo Giro d’Italia organizzato dalla Gazzetta dello Sport. La sua frase dopo il trionfo è ancora oggi una delle più iconiche del ciclismo italiano: “Me brüsa tanto el cü”. Un’espressione autentica, popolare, che racconta meglio di qualunque statistica la durezza del ciclismo di inizio Novecento.
Ganna non fu soltanto un campione. Fu un simbolo di riscatto sociale, sacrificio e passione. La nuova ciclostorica della Valganna nasce proprio per recuperare quei valori, riportando sulle strade biciclette d’epoca, maglie di lana e lo spirito romantico delle grandi corse del passato.
La Valganna, un paradiso per il cicloturismo tra laghi e boschi
Situata tra Varese e il confine svizzero, la Valganna è una delle aree più affascinanti della Lombardia per chi ama pedalare immerso nella natura. La valle attraversa paesaggi verdi, laghi glaciali e piccoli borghi storici, offrendo itinerari adatti sia agli appassionati di gravel sia alle famiglie in cerca di ciclovie panoramiche.
Negli ultimi anni il territorio ha investito molto nella mobilità dolce. La ciclopedonale della Valganna-Valmarchirolo rappresenta oggi uno dei percorsi più interessanti del Varesotto per il turismo sostenibile. Il tracciato attraversa il Parco Regionale Campo dei Fiori e collega diverse località naturalistiche della valle.
Uno dei percorsi più suggestivi è quello che segue l’antica ferrovia della Valganna, la storica linea ferroviaria che collegava Varese a Luino e Ponte Tresa. Oggi parte di quel tracciato è diventato una ciclovia immersa nel verde, ideale per pedalate panoramiche tra gallerie, ponti e scorci lacustri.
Una ciclostorica che punta su territorio ed esperienza
La ciclostorica “La Valganna” non sarà soltanto una manifestazione sportiva. L’obiettivo degli organizzatori è costruire un’esperienza turistica completa, capace di attrarre appassionati di ciclismo storico, viaggiatori slow e curiosi provenienti anche dall’estero.
Il format richiama le grandi ciclostoriche italiane: biciclette antecedenti agli anni Ottanta, abbigliamento vintage, ristori con prodotti tipici e percorsi che valorizzano le eccellenze locali. Il tutto in un contesto naturale ancora poco conosciuto dal grande turismo internazionale.
L’evento contribuirà inoltre a rafforzare il posizionamento della Valganna come destinazione bike friendly, in una Lombardia sempre più attenta al turismo outdoor e alla mobilità sostenibile.
Perché la Valganna può diventare una meta simbolo del cicloturismo italiano
La forza della Valganna sta nella sua autenticità. Qui il ciclismo non è soltanto sport, ma memoria collettiva, paesaggio e identità culturale. Pedalare in questi luoghi significa attraversare la storia del ciclismo italiano, seguendo idealmente le tracce lasciate da Luigi Ganna oltre un secolo fa.
La nuova ciclostorica rappresenta quindi molto più di un evento: è un progetto di valorizzazione territoriale che unisce tradizione, turismo e passione per la bicicletta. Un’occasione concreta per riscoprire uno degli angoli più belli e sottovalutati della Lombardia attraverso il ritmo lento delle due ruote.

