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La Pomerania Occidentale, una delle migliori destinazioni europee per il cicloturismo
La Pomerania Occidentale è una delle regioni più interessanti della Polonia per chi ama viaggiare in bicicletta. Grazie a una rete ciclabile moderna e ben segnalata, permette di attraversare paesaggi molto diversi tra loro, alternando lagune, boschi, spiagge baltiche, piccoli porti e città ricche di storia.
In questo itinerario di tre giorni il punto di partenza è Stettino (Szczecin), porta d’accesso alla Cycling Szczecin Lagoon Loop e alla Velo Baltica, che in questa regione coincide con gli itinerari EuroVelo 10 ed EuroVelo 13. Sono percorsi adatti anche a chi non cerca grandi dislivelli e desidera scoprire il volto più autentico della Polonia nord-occidentale pedalando tra natura, cultura e storia.
Questa è la prima parte del viaggio, dedicata alla scoperta di Stettino e della tappa che conduce fino a Wolin passando per il lago Dąbie e la laguna di Stettino.

Sulle tracce dei Grifoni
La sera dell’arrivo dall’Italia esploriamo Stettino a piedi. A giugno, a queste latitudini, il giorno sembra non finire mai e la città è ancora immersa nella luce quando raggiungiamo un grande belvedere che offre una delle viste più iconiche su Stettino.
Ci accompagna un leggero odore di cioccolato, proveniente dagli impianti della storica fabbrica Gryf. Fondata nel 1946, negli anni della ricostruzione della città, l’azienda è diventata uno dei simboli dell’industria dolciaria di Stettino. Il nome richiama il grifone, emblema araldico della Pomerania.
Lo stesso simbolo ritorna anche nel Castello dei Duchi di Pomerania, che fu per secoli la residenza della dinastia dei Grifoni, al governo della Pomerania fino alla metà del XVII secolo. Gravemente danneggiato durante la Seconda guerra mondiale, il castello fu ricostruito nel dopoguerra recuperando il suo aspetto rinascimentale.
Prima di raggiungere il belvedere, a due passi dal centro cittadino, ci imbattiamo in una scultura dell’artista tedesco Richard Hess. Si intitola Koniec Wojny (“La fine della guerra”) ed è stata realizzata all’inizio degli anni Novanta: un richiamo alla pace in una città che ha conosciuto le devastazioni del conflitto e i profondi cambiamenti geopolitici del Novecento.
Incontriamo cicloturisti con le borse da viaggio e famiglie in bicicletta, prima di scorgere uno dei simboli della città contemporanea: la Filarmonica Mieczysław Karłowicz. La sua facciata bianca e frastagliata è diventata uno dei volti più riconoscibili della Stettino contemporanea.

Lungo le rive del lago Dąbie
L’itinerario del primo giorno prevede di pedalare per circa 63 chilometri, toccando tre località piuttosto diverse tra loro: Lubczyna, Stepnica e Wolin. Lubczyna è affacciata sul lago Dąbie, uno dei più grandi della Polonia, che rappresenta l’ultimo grande allargamento dell’Odra prima che il fiume raggiunga la laguna di Stettino. In alcuni punti è facile dimenticare di trovarsi su un lago: la sponda opposta è così distante che il paesaggio ricorda più il mare che un bacino lacustre.
Si pedala prevalentemente su strade sterrate ben tenute, attraversando boschi di pini e betulle e rimanendo, per lunghi tratti, immersi nel verde. La laguna di Stettino, alimentata dalle acque dell’Odra e separata dal Baltico dalle isole di Usedom e Wolin, crea un paesaggio in cui si alternano boschi, canneti e specchi d’acqua. Anche nelle ore centrali della giornata l’aria resta fresca, ben diversa dall’afa del mese di giugno in Italia.
L’arrivo a Stepnica, uno dei principali centri della sponda polacca della laguna, rende ancora più evidente il forte legame con l’acqua. Nei pressi del ristorante dove mangiamo c’è una statua dedicata a un pescatore, mentre una piccola imbarcazione gialla testimonia il ruolo che la pesca ha avuto nello sviluppo economico della cittadina. Un pannello illustrativo ne ripercorre la storia, ricordando come queste barche abbiano rappresentato per decenni uno strumento essenziale per le comunità locali. Anche la taverna dove pranziamo conserva questa memoria: al centro della sala campeggia un’imbarcazione in legno, con la riproduzione di un capitano al timone e di un palombaro con il tradizionale scafandro.
Dopo il lago Dąbie, la laguna di Stettino diventa la presenza dominante del paesaggio. Boschi, canneti e specchi d’acqua continuano ad alternarsi fino a Wolin, ultima tappa della giornata. Qui visitiamo lo Slavs and Vikings’ Center, un villaggio ricostruito ispirato agli insediamenti medievali che sorgevano in quest’area.
Grazie alla sua posizione lungo le rotte commerciali del Baltico, Wolin fu un importante punto d’incontro tra popolazioni slave, mercanti e guerrieri scandinavi. Ai margini del sito si trova un piccolo complesso di casette in legno, essenziali ma confortevoli, con due camere da letto e spazio sufficiente per sistemare la bicicletta al riparo. A pochi passi c’è anche il ristorante dove consumiamo sia la cena sia la colazione del mattino successivo.
il viaggio continua….
REPORTAGE DI FULVIA CAMISA

