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Pomerania Occidentale in bicicletta: sulle tracce dei Vichinghi nell’isola di Wolin fino a Kołobrzeg
La Pomerania Occidentale in bicicletta è una delle destinazioni più sorprendenti. Tra villaggi vichinghi, lagune, foreste, falesie e lunghe spiagge del Baltico, questo itinerario permette di scoprire una delle regioni più affascinanti della Polonia seguendo anche il percorso delle ciclovie EuroVelo 10 ed EuroVelo 13.
Sulle tracce dei Vichinghi a Wolin
Tra il IX e l’XI secolo Wolin fu uno dei principali porti del Baltico, frequentato anche da navigatori e artigiani provenienti sia dal mondo slavo sia da quello scandinavo. Nelle saghe nordiche compare la leggendaria Jomsborg, che molti studiosi hanno identificato con Wolin o con un insediamento situato nelle sue vicinanze. L’ipotesi resta discussa, ma gli scavi archeologici confermano il ruolo della località come importante centro commerciale lungo le rotte del Baltico.
Questo intreccio di archeologia, ricerca storica e rievocazione rende il sito molto più di una semplice attrazione turistica. Tra le casette in legno di questo museo a cielo aperto si susseguono botteghe e laboratori dove vengono riproposte antiche tecniche di lavorazione dei metalli, dei tessuti e del cuoio.
Oltre a essere una ricostruzione scenografica, è un luogo che aiuta a capire come si viveva sulle rive del Baltico circa mille anni fa. Tra le esperienze che ci propongono c’è anche un’uscita a bordo di una replica di un’imbarcazione medievale a remi.

La vista sulla laguna di Stettino
L’itinerario del secondo giorno prevede di pedalare per circa 60 chilometri, toccando due delle località più note della costa: Międzyzdroje e Dziwnów.
Poco dopo la partenza si affronta una breve salita che conduce alla Wolin Observation Tower, sulla Góra Wisielców, la “Collina degli Impiccati”. La torre panoramica, costruita in uno dei punti più elevati dell’isola, offre un’ampia vista sulla laguna di Stettino, sui boschi del Parco Nazionale di Wolin e sulle campagne circostanti.
Il nome della collina rimanda a un passato meno piacevole: tra il XVI e il XVIII secolo qui venivano eseguite le condanne capitali, mentre gli scavi archeologici hanno confermato che l’area era frequentata già nell’Alto Medioevo.
La sosta successiva è a Lubin. Una breve passeggiata ci porta a uno dei punti panoramici più spettacolari dell’isola di Wolin: un ampio prato affacciato sul delta inverso della Świna. Prima del belvedere si trovano un piccolo bar e alcune sdraio, dove chi vuole può fermarsi a rilassarsi e a godersi il panorama. A differenza di un delta tradizionale, dove un fiume si divide poco prima di raggiungere il mare, qui la ramificazione avviene in senso opposto: il canale che collega la laguna di Stettino al Baltico si apre in una complessa rete di bracci d’acqua, isolotti e zone umide.
Gran parte del percorso tra Lubin e Międzyzdroje attraversa il Parco Nazionale di Wolin, istituito per proteggere le spettacolari falesie sul Baltico, le foreste e gli ambienti lagunari dell’isola.

Międzyzdroje a contatto con le celebrità
Prima di raggiungere Międzyzdroje facciamo una deviazione lungo un sentiero immerso nel verde che conduce fino a una lunga spiaggia di sabbia chiara, dove ci fermiamo per una breve passeggiata. Pochi chilometri più avanti, però, il silenzio della natura lascia spazio all’atmosfera vivace di Międzyzdroje, una delle località balneari più apprezzate della costa baltica polacca.
L’arrivo a Międzyzdroje segna un netto cambio di scenario. Ci ritroviamo in una delle località balneari più frequentate della Polonia, con un lungomare animato da alberghi, caffè e ristoranti. Il punto di ritrovo è il lungo molo che si protende nel Mar Baltico per quasi 400 metri, dopo aver percorso la Promenada Gwiazd, la “Passeggiata delle Stelle” con le impronte delle mani di alcune delle personalità più note del cinema polacco. Famiglie in vacanza, bambini in gita scolastica e il continuo movimento sul lungomare confermano che Międzyzdroje è una delle località balneari più frequentate della Polonia.
EuroVelo 10 ed EuroVelo 13
Da Międzyzdroje il percorso coincide con due delle principali ciclovie europee. La EuroVelo 10 percorre l’intero periplo del Mar Baltico attraversando tutti i Paesi che si affacciano sulle sue coste, mentre la EuroVelo 13, nota come Iron Curtain Trail, segue il tracciato dell’antica Cortina di Ferro dal Mare di Barents al Mar Nero. In questo tratto della Pomerania Occidentale i due itinerari condividono lo stesso percorso, offrendo la possibilità di pedalare lungo una rotta che racconta insieme la geografia e la storia dell’Europa.
La giornata si conclude a Dziwnów. Dopo cena, la lunga luce delle sere nordiche ci invita a tornare sulla spiaggia. È ancora chiaro e possiamo passeggiare lungo la battigia, con le dune e la vegetazione che separano la costa dall’entroterra.
Nei primi due giorni di viaggio la Pomerania Occidentale ci ha mostrato molti dei suoi volti: le pinete affacciate sul Baltico, le piste ciclabili che attraversano boschi e lagune, le lunghe spiagge sabbiose e le piccole città affacciate sull’acqua.
A rendere il viaggio ancora più piacevoli contribuiscono anche la cordialità delle persone incontrate e una cucina che alterna specialità locali e influenze dell’Europa centrale.
Le rovine della chiesa di Trzęsacz
Il terzo giorno, da Dziwnów a Kołobrzeg, si sviluppa per circa 65 chilometri tra località balneari, falesie, fari e foreste che accompagnano la costa baltica.
La prima sosta è in uno dei luoghi più fotografati della Polonia: le rovine della chiesa di Trzęsacz. Costruita nel XV secolo, sorgeva a circa due chilometri dal mare. Nei secoli successivi, però, la continua erosione della costa ha fatto arretrare la falesia fino a raggiungere l’edificio, che è stato progressivamente inghiottito dal Baltico. Oggi ne rimane soltanto una parete, sospesa sul ciglio della scogliera.
Diversi punti panoramici permettono di osservare da vicino ciò che resta della chiesa e di capire come il paesaggio costiero sia ancora oggi in continua trasformazione.
Pochi chilometri ci separano da Rewal, un’elegante località balneare sviluppata lungo una passeggiata panoramica affacciata sulle falesie. Si pedala al riparo dal traffico automobilistico e lungo il percorso si incontrano una grande scultura a forma di scheletro di balena, divenuta uno dei simboli della cittadina, e le statue dedicate al Piccolo Principe e a Romeo e Giulietta. Il lungomare animato, i caffè all’aperto e i numerosi visitatori che si fermano nei punti panoramici restituiscono l’atmosfera delle storiche stazioni balneari sorte tra Otto e Novecento lungo le coste del Nord Europa.

Proseguendo si raggiunge Niechorze, dominata dal suo faro, uno dei punti di riferimento più riconoscibili della costa. Costruito nel 1866 sulla sommità della falesia, continua a guidare la navigazione lungo questo tratto di Baltico. Dopo una breve attesa, è possibile salire sulla torre, da cui si gode il panorama sul mare e sulla costa.
Una passeggiata nel centro ci porta fino al porto, dove la statua del komandor Stanisław Mieszkowski ricorda il primo capitano polacco del porto di Kołobrzeg, poi vittima delle repressioni staliniane del 1952, prima di raggiungere la cattedrale gotica di Santa Maria e attraversare i parchi dove residenti e turisti si godono le lunghe giornate estive.
Tre giorni sono bastati per scoprire una Pomerania Occidentale sorprendentemente varia, fatta di lagune, foreste, falesie, lunghe spiagge sabbiose e città ricche di storia, unite da una rete di percorsi ciclabili ben sviluppata.
Informazioni utili
Qui è possibile avere maggiori informazioni sulla Pomerania Occidentale.
Qui è possibile rivolgersi a Rowerujemy, operatore specializzato nella Pomerania Occidentale in bicicletta, per noleggiare una bicicletta e usufruire di servizi di assistenza e supporto logistico lungo il percorso.
REPORTAGE DI FULVIA CAMISA

