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La Sicilia delle bollicine può diventare una nuova destinazione per chi ama viaggiare in bicicletta. Il progetto attraversa cinque areali – Etna, Sicilia occidentale, entroterra, Sud-Est e Pantelleria – nei quali vigneti, cantine, parchi naturali, borghi e siti archeologici compongono un mosaico di straordinaria varietà.
Dove pedalare in Sicilia per unire bicicletta ed enoturismo? Le possibilità spaziano dalle pendici vulcaniche dell’Etna alle saline di Marsala, dalle colline di Enna al Barocco del Val di Noto, fino alle strade battute dal vento di Pantelleria. Non si tratta di un solo itinerario lineare, ma di una rete ideale di percorsi da affrontare in bici da turismo, gravel, mountain bike o e-bike.
La futura Rete delle Bollicine Siciliane offre il filo conduttore enologico: dal Nerello Mascalese al Carricante, dal Grillo allo Zibibbo, dal Catarratto al Nero d’Avola. La regola, tuttavia, deve essere chiara: le degustazioni vanno programmate dopo la pedalata, lasciando la bicicletta in un luogo sicuro e affidandosi, quando necessario, a un trasferimento organizzato.
Etna in bicicletta, tra lava, boschi e vigneti
Uno degli itinerari più affascinanti della Sicilia delle bollicine, si sviluppa sul versante settentrionale dell’Etna, tra Giardini Naxos, la Valle dell’Alcantara, Castiglione di Sicilia, Linguaglossa e Randazzo. La prima tappa della Ciclovia dei Parchi di Sicilia collega Giardini Naxos a Randazzo per circa 60 chilometri, attraversando un paesaggio che cambia continuamente: dal mare si sale verso gole, noccioleti, colate laviche e vigneti.
Tra Passopisciaro, Solicchiata e Randazzo si entra nel cuore della viticoltura etnea. Il Nerello Mascalese, utilizzato anche per spumanti DOC Etna vinificati in bianco o rosato, incontra Carricante, Chardonnay e Pinot Nero. I terreni lavici, le forti escursioni termiche e i diversi microclimi rendono ogni versante quasi un territorio a sé.
Il percorso è consigliato a ciclisti allenati oppure a chi utilizza una e-bike, perché presenta salite e un dislivello significativo. Una variante più impegnativa può raggiungere i punti di accesso al Parco dell’Etna e gli affacci sulla Valle del Bove. Aci Castello, Catania e Taormina possono invece diventare tappe complementari di un viaggio più lungo lungo la costa ionica.
Da Marsala ad Agrigento lungo la Sicilia occidentale
Nella Sicilia occidentale il cicloturismo profuma di sale e Mediterraneo. Un primo percorso pianeggiante collega Trapani alle saline di Paceco e alla Riserva naturale delle Isole dello Stagnone di Marsala. Mulini a vento, vasche salanti e l’isola di Mozia accompagnano una pedalata adatta anche a chi cerca ritmi tranquilli.
Da Marsala si può proseguire verso Mazara del Vallo e Menfi, entrando nei territori del Grillo, del Catarratto, dell’Inzolia e dello Zibibbo. Qui Metodo Charmat e Metodo Classico valorizzano vitigni autoctoni e internazionali, tra cui Chardonnay, Chenin blanc, Nero d’Avola e Pinot Nero.
Più a est, la provincia di Agrigento offre circa 170 chilometri di itinerari tra costa, aree archeologiche e riserve naturali. Una sequenza particolarmente suggestiva parte da Porto Palo di Menfi, raggiunge Sciacca e Montallegro, costeggia la Riserva di Torre Salsa e prosegue verso Realmonte, Scala dei Turchi e Porto Empedocle. L’arrivo alla Valle dei Templi trasforma il viaggio in un incontro diretto con uno dei più importanti patrimoni archeologici del Mediterraneo.
Per la varietà dei fondi e l’esposizione al vento, una gravel con pneumatici robusti rappresenta spesso la scelta migliore per scoprire la Sicilia delle bollicine
L’entroterra siciliano in bici, tra castelli e colline
Tra Caltanissetta, Enna e l’interno della provincia di Agrigento la Sicilia cambia volto. Le strade attraversano campi di grano, vigneti, altopiani e borghi arroccati, lontano dai percorsi turistici più frequentati.
Un itinerario può collegare Enna, il Castello di Lombardia e il Lago di Pergusa, per poi spingersi verso i Monti Erei, Morgantina e la Villa Romana del Casale. Un secondo asse cicloturistico conduce invece verso Mazzarino e Mussomeli, dominata dal suo spettacolare castello costruito su uno sperone roccioso. Per i viaggiatori di lunga distanza, la Ciclovia dei Parchi attraversa anche Sperlinga, celebre per il castello scavato nella roccia.
Le distanze, le salite e la scarsità di ombra rendono questi percorsi più adatti alla primavera e all’autunno. Una bici gravel, una trekking bike con rapporti agili o una e-bike consentono di affrontare meglio i continui saliscendi.
Il Val di Noto e Siracusa pedalando nel Barocco
Nel Sud-Est dell’isola, bicicletta, archeologia ed enoturismo si incontrano lungo le strade di Ragusa, Modica, Scicli, Noto e Siracusa. La Ciclovia del Barocco può essere interpretata come un viaggio a tappe tra città ricostruite dopo il terremoto del 1693, campagne scandite dai muretti a secco e riserve costiere.
Un itinerario più ampio, di circa 250 chilometri e percorribile indicativamente in quattro giorni, collega l’area di Pantalica a Siracusa attraverso strade provinciali, tratti sterrati e ambienti naturali. Lungo il viaggio si possono includere Palazzolo Acreide, Noto, la Riserva di Vendicari, Marzamemi e Capo Passero, per poi risalire verso Ortigia e il Parco archeologico della Neapolis.
Chi parte da Ragusa può invece pedalare verso Donnafugata, Scicli e la foce dell’Irminio. È il territorio del Moscato bianco e del Nero d’Avola, sempre più utilizzato anche per spumanti rosati prodotti con Metodo Classico.
Pantelleria in bicicletta, la sfida del vento
Pantelleria è la tappa più estrema della rete della Sicilia delle bollicine. Il giro dell’isola misura indicativamente poco più di 40 chilometri, ma vento, caldo e continui saliscendi aumentano sensibilmente l’impegno. Per questo una e-bike può essere la soluzione più accessibile, mentre la gravel permette di esplorare anche le diramazioni secondarie.
La strada costiera conduce tra dammusi, scogliere, cale e giardini panteschi. Deviando verso l’interno si raggiungono il Lago di Venere, le contrade vitate e gli ambienti vulcanici del Parco nazionale dell’Isola di Pantelleria.
Qui la pratica tradizionale della coltivazione della vite ad alberello è riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale. Lo Zibibbo, modellato dal sole e dal vento, viene utilizzato anche per bollicine prodotte prevalentemente con Metodo Charmat.
Quando partire e come organizzare il viaggio
I periodi migliori per pedalare nella Sicilia delle bollicine sono generalmente la primavera e l’autunno. In estate è preferibile partire all’alba, portare molta acqua ed evitare le ore centrali, soprattutto nell’entroterra e a Pantelleria.
Prima della partenza è indispensabile verificare traccia, fondo stradale, dislivello, presenza di fontane e apertura delle strutture. Molti itinerari utilizzano strade secondarie aperte al traffico e non sempre dispongono di segnaletica cicloturistica continua.
La Rete delle Bollicine Siciliane può così diventare la mappa di un viaggio diffuso. Ogni calice racconta un vitigno e ogni pedalata svela un paesaggio: la lava dell’Etna, il sale di Trapani, il grano dell’entroterra, la pietra chiara del Val di Noto e il vento di Pantelleria. È una Sicilia da attraversare lentamente, facendo della bicicletta lo strumento ideale per conoscere la sua biodiversità, la cultura agricola e la vocazione all’accoglienza.

