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Sabato: la musica prende la strada
Il primo suono non arriva da un palco. È quello delle ruote quando cominciamo a pedalare, con il Lago di Levico ancora vicino e le montagne davanti. A VALBEAT, il festival che il 26 e 27 settembre ha portato la musica in Valsugana, nessuno chiedeva di seguire un itinerario prestabilito. Si poteva partire, fermarsi a un concerto, cambiare idea davanti a un panorama e riprendere la strada.
Sabato il Levico Village, sulla riva del lago, è stato il punto d’incontro. Da lì il festival si è allargato lungo la ciclabile con musica e appuntamenti a Roncegno, Castelnuovo e Grigno, fino al Trincerone, testimonianza della Grande Guerra. Concerti, dj set e installazioni sonore hanno dato a ciascuna tappa una voce diversa. La parte più bella, però, è stata la distanza tra una tappa e l’altra: il tempo per ascoltare il Brenta, attraversare un paese e sentire il paesaggio cambiare.
La Ciclabile della Valsugana segue il fiume dal Lago di Caldonazzo a Bassano del Grappa per circa 80 chilometri. È prevalentemente pianeggiante e permette di scegliere anche una sola parte del viaggio. La ferrovia offre la possibilità di organizzare il rientro da diverse località; conviene verificare in anticipo orari e posti per le biciclette.
Borghi, castelli e soste che diventano incontri
La Valsugana è stata a lungo una via di passaggio tra il Trentino e il Veneto. Oggi quella storia affiora mentre si pedala: Castel Pergine sopra l’accesso occidentale della valle, Borgo Valsugana costruito sulle due rive del Brenta, Castel Telvana che domina i tetti del centro. Vale la pena scendere di sella a Borgo, attraversare il Ponte Veneziano e concedersi una passeggiata tra le vie storiche prima di ripartire verso Castelnuovo e Grigno.
Anche le pause fanno parte del percorso. Nei bicigrill si riempiono le borracce e si scambiano indicazioni con chi arriva dalla direzione opposta. Attorno alla ciclabile si incontrano poi produttori e cantine: a Castelnuovo, per esempio, una deviazione tra vigneti e meleti porta a Cantina Cenci, dove si produce Trentodoc. Sedersi tra i filari per una visita prenotata e una degustazione moderata può essere un modo per conoscere un altro volto della valle.
Nella zona di Pergine Valsugana si incontra Sant’Orsola, la cooperativa dei piccoli frutti nata dall’iniziativa di quindici giovani produttori della Valle dei Mòcheni negli anni Settanta. Dietro questa storia ci sono anche generazioni di donne che hanno coltivato la terra e si sono emancipate grazie ai proventi del loro lavoro, fino ad allora, magari, non retribuito.. Nell’area adiacente allo stabilimento e alla ciclabile è prevista la realizzazione di un nuovo bicigrill: una futura sosta in cui il viaggio in bici potrà avvicinarsi al lavoro di chi coltiva fragole, mirtilli e lamponi.
Una pedalata, fianco a fianco
Durante il festival ho provato anche una bicicletta affiancata tra quelle commercializzate da REMOOVE. Si viaggia seduti uno accanto all’altro: si può parlare senza alzare la voce, indicare qualcosa lungo la strada e condividere nello stesso istante la vista che si apre davanti. Chi accompagna guida; l’altra persona può contribuire alla pedalata secondo le proprie possibilità, per un nuovo modo di intendere il cicloturismo in compagnia.
È stata un’esperienza breve, ma capace di dare un significato concreto alla parola inclusione. Per una persona con difficoltà motorie o altre limitazioni fisiche, un mezzo adatto può rendere possibile partecipare a un’uscita che altrimenti resterebbe soltanto un desiderio. Per chi le siede accanto, la scoperta è altrettanto semplice: la gioia di pedalare sta anche nel poterla condividere.
Nelle altre pedalate, le e-bike di Velo de Ville con sistema Bosch eBike Systems hanno aiutato a gestire le distanze e le salite. La domenica, verso il Forte delle Benne, quell’assistenza ha lasciato più fiato per guardare il lago sotto di noi.
Domenica: Battiato sopra il Lago di Levico
Siamo partiti da Levico Terme in mountain bike e abbiamo preso la salita verso il Forte Colle delle Benne. In cima alla salita, il Lago di Levico appare sotto di noi e il Forte Colle delle Benne occupa il colle con le sue mura di pietra. Costruito dagli austroungarici alla fine dell’Ottocento per sorvegliare la valle, ha conosciuto una seconda vita grazie a un importante restauro avviato nel 2008. Dal 2015 ospita mostre, spettacoli, concerti e incontri: la sua posizione panoramica lo rende una delle location culturali più suggestive della Valsugana. Ci siamo seduti sul prato per «Spazio Franco», l’omaggio a Franco Battiato proposto come esperienza di silent music. Le suggestioni delle sue canzoni sembravano trovare spazio tra le montagne e il silenzio. È stato uno di quei momenti in cui si smette di pensare alla prossima tappa. Per qualche minuto c’erano soltanto la musica, l’aria del mattino e il luogo in cui ci trovavamo.

Tenna: la musica nel bosco rinato
Dal forte ci siamo spostati a Tenna, al Bosco della Memoria. Prima di sedermi a tavola ho percorso un tratto del parco, nato nell’area colpita dalla tempesta Vaia nell’ottobre 2018. Il suo cammino pedonale misura 480 metri ed è accompagnato da 23 opere di artisti trentini.
La musica tra gli alberi e poi il pranzo condiviso hanno reso percepibile la storia di quel posto. Dove Vaia aveva abbattuto il bosco, oggi ci si ritrova, si cammina, si ascolta. Gli Alpini hanno accolto i partecipanti a tavola dopo lo spettacolo: una conclusione semplice e calorosa per la mattinata.
Le strade per tornare
Due giorni non bastano a esaurire la Valsugana. Da Borgo si può salire in Val di Sella, lasciare la bici e visitare a piedi Arte Sella, dove le opere dialogano con il bosco e cambiano con le stagioni. Da Pergine, una deviazione più impegnativa conduce nella Valle dei Mòcheni, custode di una lingua di origine germanica e di una cultura alpina ancora viva. Più in alto il Lagorai apre possibilità per chi cerca itinerari MTB tra boschi e malghe.
Tornando a casa, ripenso alla bici affiancata, alla voce di Battiato sopra il lago e alle fisarmoniche nel bosco di Tenna. Sono ricordi diversi, tenuti insieme dalla stessa strada. VALBEAT e la Valsugana, hanno mostrato che un festival può continuare anche dopo l’ultimo concerto: nella voglia di tornare a pedalare qui, magari con qualcuno accanto.

