Cosa troverai in questo articolo:
Un nuovo itinerario cicloturistico conduce dalla stazione ferroviaria di San Stino di Livenza fino alla Laguna di Caorle, attraversando boschi planiziali, piccoli centri rurali, musei e aree naturalistiche. È la Via della Livenza, un percorso di oltre 100 chilometri pensato per essere completato in due giorni, combinando bicicletta, e-bike e navigazione elettrica.
Il tracciato presentato nell’ambito del progetto TOFOLA comprende 97 chilometri in bicicletta, sei chilometri in battello e circa cinque chilometri di visite a piedi nelle aree naturali. Un’esperienza che integra mobilità ferroviaria, ciclismo e navigazione, offrendo un modo sostenibile e originale per scoprire la Bassa Livenza e il territorio alle spalle della costa veneziana.
Completamente pianeggiante e adatto anche a e-bike, handbike e carrozzine elettriche 4×4 nei tratti sterrati, l’itinerario punta sull’accessibilità. Non è quindi riservato ai ciclisti allenati, ma può essere affrontato anche da famiglie, gruppi intergenerazionali e persone con esigenze di mobilità differenti.
Da San Stino di Livenza ai boschi planiziali
Il viaggio comincia dalla stazione ferroviaria di San Stino di Livenza, scelta che consente di raggiungere il punto di partenza senza automobile. Dal centro cittadino si pedala per sette chilometri fino al Bosco di Bandiziol, storico bosco planiziale esteso per circa 110 ettari.
Ampliato tra il 1994 e il 1997 con farnie, carpini e aceri campestri, il Bandiziol custodisce una ricca fauna e alcune pregiate varietà di orchidee. Una passeggiata di circa tre chilometri consente di osservare più da vicino questo ambiente, testimonianza delle foreste che un tempo caratterizzavano gran parte della pianura veneta.
Dal Bosco di Bandiziol si prosegue per 18 chilometri verso Torre di Mosto. Il centro si è sviluppato attorno a un’antica torre di guardia medievale, successivamente acquisita dalla famiglia veneziana Da Mosto, dalla quale deriva il nome attuale del paese.
Il Museo del Paesaggio e il Bosco delle Lame
La tappa successiva è il Museo del Paesaggio di Boccafossa, spazio espositivo dedicato alla rappresentazione novecentesca delle lagune, delle coste e dell’entroterra veneto. Collezioni permanenti e mostre temporanee permettono di comprendere come questo ambiente sia stato interpretato dagli artisti e trasformato nel corso del tempo.
Dal museo si percorrono altri 16 chilometri fino al Bosco delle Lame, area protetta di circa 33 ettari creata tra il 1997 e il 1999. Acero, frassino e olmo sono alcune delle specie autoctone impiegate nella sua formazione, mentre le zone umide circostanti offrono rifugio a numerose specie di uccelli.
Dopo una visita a piedi di circa due chilometri, l’ultima frazione della prima giornata conduce per 13 chilometri alla Brussa e all’Oasi di Vallevecchia. Il totale della tappa raggiunge così 54 chilometri in bicicletta, ai quali si aggiungono le passeggiate nelle aree naturalistiche.
Vallevecchia, cuore ambientale della Via della Livenza
La seconda giornata comincia nell’Oasi naturalistica di Vallevecchia, autentico fulcro dell’itinerario. L’area comprende circa 800 ettari destinati all’Azienda pilota e al Centro sperimentale di Veneto Agricoltura, inseriti in un più vasto ambiente di circa 900 ettari formato da dune, pinete, zone umide e terreni agricoli.
Qui biodiversità, ricerca e agricoltura di precisione convivono in un paesaggio particolarmente adatto all’educazione ambientale, al birdwatching e alle escursioni. Un circuito di circa otto chilometri permette di esplorare l’oasi in bicicletta prima di proseguire verso la laguna.
La Laguna di Caorle in battello elettrico
Uno degli elementi più originali della Via della Livenza è la navigazione di circa sei chilometri nella Laguna di Caorle. Il passaggio in imbarcazione elettrica trasforma l’itinerario in una vera esperienza intermodale, offrendo una prospettiva diversa sugli ambienti d’acqua, sui canali e sul delicato equilibrio tra laguna e terraferma.
Da Porto Falconera si torna in sella per raggiungere La Salute di Livenza e San Giorgio di Livenza, due località separate dal fiume e legate da una forte identità fluviale. La tratta misura circa 16 chilometri. Da qui gli ultimi 19 chilometri riportano alla stazione ferroviaria di San Stino di Livenza, chiudendo l’anello. In località Sant’Alò è inoltre possibile noleggiare canoe e altre imbarcazioni per escursioni lungo il fiume.
Un itinerario per destagionalizzare il turismo
La Via della Livenza nasce con due obiettivi precisi: attirare visitatori tra l’autunno e la primavera e distribuire meglio i flussi nei periodi di maggiore pressione turistica estiva. Il percorso invita infatti a lasciare temporaneamente la costa per scoprire boschi, musei, paesaggi agricoli e piccoli centri dell’entroterra.
La collaborazione tra amministrazioni comunali, guide AIGAE, consorzi turistici, noleggiatori e strutture ricettive ha permesso di costruire una rete territoriale intorno all’itinerario. Il risultato è una proposta che non considera la bicicletta soltanto come mezzo di trasporto, ma come strumento per collegare ambiente, cultura e comunità locali.
Pianeggiante, intermodale e inclusiva, la Via della Livenza ha le caratteristiche per diventare un nuovo riferimento del turismo lento veneto. Un viaggio tra terra e acqua che parte dal treno, attraversa i paesaggi meno conosciuti della pianura e raggiunge uno degli ambienti naturalistici più preziosi dell’Alto Adriatico.

